FORSE LA CANZONE PIU' SENSUALE CHE ABBIA MAI SENTITO
P.S. NON SERVONO TETTE E CULO AL VENTO PER ESSERE SEXY.
STUPENDO!
MA...E IL MILIONE DI POSTI DI LAVORO PROMESSO...?
A CONTI FATTI...
Dopo averci torturato i coglioni per tutto l'inverno con la storia che la crisi non c'era e che dovevamo spendere per dare una spinta all'economia, il caro Silvio si riduceva a vendere il "povero" Kakà a CAUSA DELLA CRISI! Ma basta così, rassicurava i suoi tifosi il caro Silvio, nessun altro dei pilastri rossoneri sarebbe stato immolato sull'altare della CRISI (che per noi però non c'è)...ora è in vendita anche il sig. Pirlo e il caro Silvio si giustifica: "Non volevo farlo, ma POI ho visto i conti...".
SOLO PER RENDERE ONORE:
FONTANELLE (Treviso) Di questa vicenda non vi racconteremo nomi, non vi mostreremo facce, non vi descriveremo i luoghi del dramma e del lutto. Perché questa, nella sua tragicità, in fondo potrebbe essere la storia di chiunque. Uno come tanti, al tempo della crisi. Forse un po’ più fragile di altri, o forse solo più coscienzioso di molti altri, che magari al suo posto avrebbero pensato solo a se stessi e non anche alle persone che rischiavano di precipitare nello stesso baratro. Un abisso nel quale un artigiano di Lutrano di Fontanelle, nel Trevigiano, ha deciso di non finire: prima di piombarci dentro insieme ai suoi dipendenti, l’altra sera s’è tolto la vita in azienda.
L’orlo del precipizio, per questo piccolo imprenditore 58enne, aveva il contorno nero della recessione economica. Quell’onda anomala che dal gennaio scorso aveva cominciato ad erodere, giorno dopo giorno, trent’anni di certezze costruite con l’impegno, la fatica, il lavoro. Già, quel lavoro che improvvisamente in quest’annus horribilis aveva cominciato a calare, pur in un settore a lungo relativamente sano come il legno. Le commesse diminuivano sempre più vistosamente. E se inizialmente poteva bastare far smaltire le ferie al venerdì agli otto operai, che per il titolare e il fratello socio rappresentavano una grande famiglia, ultimamente gli addetti erano costretti a rimanere a casa anche il giovedì. Il fatturato che si assottigliava, le spese che si ingigantivano. L’amarezza per il progetto, costruito in una vita di professionalità e credibilità, che si stava sgretolando. La preoccupazione per quei lavoratori, tutti italiani tranne uno, tutti residenti in paese o nelle immediate vicinanze, tutti con mogli e figli. Come lui, anche loro. Il senso di responsabilità per i suoi collaboratori, probabilmente sommato alla percezione di un fallimento personale, alla fine l’ha sopraffatto.
Nel tardo pomeriggio di martedì, l’artigiano ha atteso che se ne andassero via tutti, alla fine del turno. «Verso le 19 pareva che non ci fosse più nessuno - riferisce il proprietario della vicina carrozzeria - e siamo andati via anche noi. Che strazio, quando poi abbiamo saputo cos’era successo». Nella sua villetta, dove l’aspettavano per cena, il 58enne non è infatti mai rientrato. Quando i suoi familiari sono andati a cercarlo in ditta, purtroppo era ormai troppo tardi. Sono intervenuti i carabinieri, sono arrivate le pompe funebri. «Era un brav’uomo - lo ricorda l’amico carrozziere - non meritava una fine così. Veniva spesso a trovarmi in officina, a scambiare quattro chiacchiere. Poco tempo fa mi aveva anche portato una Vespa, ce l’ho ancora in riparazione. Parlavamo delle difficoltà di questo periodo, mi confidava che era preoccupato per i conti. Dall’inizio dell’anno gli ordinativi avevano preso a calare, era in pensiero per la sua manodopera. Sono ragazzi di queste parti, hanno tutti famiglia. E lui sentiva il peso della responsabilità nei loro confronti. Mi diceva: "Fosse per me, potrei chiudere e basta, in fondo ormai potrei ritirarmi in pensione. Ma loro sono giovani, come faccio a lasciarli su una strada?". Evidentemente non ce l’ha più fatta a reggere questo fardello».
Da: Corriere del Vento.it
ELECTION DEUS

...e disse loro: "Sta scritto: la mia casa sarà chiamata casa di preghiera; voi, invece, ne fate una spelonca di ladroni"
Matteo 21,13
INFLUENZA MAIALA!
Dopo la terribile pandemia dell'influenza aviaria che ha decimato la popolazione mondiale un paio d'anni orsono, ecco ora una nuova minaccia alla salute dell'animale uomo: l'influenza dei maiali!
Pubblico un estratto dell'articolo apparso su Repubblica.it riguardante un'intervista rilasciata a Radio Capital sal sottosegretario del Welfare Fazio (non quello di "Che tempo che fa"): "...In Italia ci sono dosi sufficienti di farmaci antivirali specifici per contrastare i peggiori effetti della febbre suina che si sta diffondendo negli Stati Uniti. Abbiamo 40 milioni di dosi delle quali 10 milioni già pronte, e 30 mila da incapsulare, ma comunque utilizzabili in caso di urgenza".
Fazio ha assicurato che si tratta di antivirali specifici, in grado cioè di contrastare il virus di questo nuovo tipo di influenza.
Sconsigliati i viaggi nei paesi a rischio, non è invece assolutamente il caso, assicura il sottosegretario, di eliminare la carne di maiale dall'alimentazione: "Il nostro maiale è assolutamente sicuro, lo diciamo con certezza. Non esiste alcun pericolo. L'influenza suina si prende prima da contaggio dal maiale, e poi da uomo a uomo. E' un virus nuovo, quindi non è che si conosca moltissimo, ma sicuramente non si prende mangiando carne cotta di maiale."
Non lo so, ma in queste affermazioni c'è qualcosa che non mi torna, non vorrei ci fosse un business sotto...mah, ne saprò sicuramente qualche cosa di più sul sito del famosissimo virologo Statunitense Avast Norton.
Inconfondibile caratteristica del maiale malato.
NON NOMINARE IL MIO NOME INVANO
THE OPTIMIST
CHE POI NON SI DICA CHE HA PARLATO LA SOLITA ITALICA TELEVISIONE COMUNISTA...
SI, DIRETE, MA LA MERKEL E' ANCORA OFFESA PER L'ATTESA...ALLORA ECCO LA TV BRITANNICA:
UN BEL TERREMOTO IN AGOSTO E MI FACCIO LE VACANZE AGGRATIS!!!